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Daniel Odier




IL CUORE DEL RICONOSCIMENTO (Pratyabhijñâhrdayam)



di Ksemaraja, discepolo di Abhinavagupta, (X secolo)



1

La coscienza assoluta tramite il suo movimento libero e spontaneo manifesta, mantiene e riassorbe l'universo.

2
La coscienza ha il potere di dispiegare la realtà di fronte al suo stesso specchio.

3
La molteplicità illusoria dell'universo appare attraverso la relazione del soggetto e dell'oggetto.

4
Il praticante la cui coscienza è contratta percepisce l'universo nella sua forma contratta.

5
La coscienza assoluta diviene coscienza individuale a causa di questa stessa contrazione provocata dagli oggetti della coscienza.

6
La coscienza individuale è la coscienza assoluta.

7
Ma quando la coscienza appare duale e quando questa dualità è coperta dal velo dell'illusione, la coscienza si frantuma ancora e prende la forma dei trentacinque tattva.

8
Così tutte le teorie filosofiche appaiono come dei ruoli messi in scena dalla coscienza assoluta.

9
Quando la conoscenza, il desiderio, lo spazio, il tempo e il potere di realizzazione sono limitati dalla coscienza individuale, la shakti é limitata.

10
Ma anche nella sua condizione oscurata, il sé limitato é di natura assoluta.

11
Il Sé manifesta, assapora, spazializza, feconda e dissolve tutti gli ostacoli. É la visione degli yogi e delle yogini.

12
Trasmigrare é essere nell'illusione della separazione e non riconoscere la visione dei Siddha.

13
Aprendosi a questa conoscenza, il Sé limitato diventa il Sé assoluto.

14
Il fuoco della conoscenza suprema brucia. Consuma ogni conoscenza frammentaria e ogni oggetto.

15
Questo potere del riconoscimento della natura reale dell'Universo si estende ad ogni cosa.

16
Raggiungere la felicità é realizzare che la conoscenza assoluta é la nostra vera natura.

17
Aprire il centro del cuore é la felicità dello spirito.

18
Lo yoga si pratica attraverso la concentrazione sul cuore, il ritorno delle forme mentali e delle percezioni allo spazio, la percezione continua della spazialità che é celata sotto le forme mentali e le percezioni, il fremito costante della Kundalini, il Samadhi nella Realtà, il continuo ritorno all'informulato attraverso il respiro e i mantra, la circolazione del respiro tra i cuori.

19
Così il Samadhi si stabilisce in modo permanente grazie alla fusione dell'esperienza interiore e della Realtà.

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Ci si stabilisce allora nel Sé supremo, essenza della Coscienza, autonomia e felicità.
La realtà intera emana e si riassorbe nel Sé assoluto. La natura di Shiva é realizzata.


© Daniel Odier e Editions du Relié, (in corso di pubblicazione).