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Daniel Odier




Impariamo a desiderare scoperta invece che nevrosi

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by RIA CRISTINA CARRATU (Reppublica)

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CHE cos' è un desiderio? Come distinguere i desideri profondi da quelli che sembrano essenziali, ma lasciano inappagati? Eche rapporto c'è fracorpo, mente, anima, ioè fra laricerca del puro benessere fisico e il bisogno di qualcos' altro, che non si esaurisca nel corpo? Sono alcuni degli interrogativi intorno a cui, da oggi a domenica, ruoterà la seconda edizione dlAurora Festival di natura e spirito . Incarnazione,la gioia nel corpo , dedicato a una delle « frontiere » culturali più interessanti ella contemporaneità.

Una rassegna di eventi ( per i dettagli del programma , vedi box sopra ) dedicati ai tanti e diversi ambiti della ricerca di un senso diverso da dare alla vita , quando , pur senza prescindere dall 'importanza del corpo , non si intenda limitarsi al solo appagamento materiale . Ricerca in cui , sullo sfondo della grande occasione della crisi economica , che ha messo radicalmente indiscussione il modello consumista e costretto tutti a ripensare i propri stili di vita , sono impegnati gli studiosi e gliesperti di primo piano chiamati a Pienza da tutto il mondo. Come Daniel Odier, maestro tantrico docente di buddismonelle università degli Stati Uniti , dove ha anche tenuto seminari ai serial killer condannati a morte , autore di romanzi divenuti fonte di ispirazione per film (come " Leon " di Besson ) , che domani ( ore 11.45 ) parlerà dell 'erotismo nella tradizione tantrica , e si esibirà ( ore 20 ) nella Danza di Shiva , con musica indiana dal vivo.

Professor Odier , perché oggi che è possibile poter entrare la propria vita sul desiderio, sembra così difficile sentirsi appagati?

« Perché si coltivano desideri nevrotici ,monchi dell ' essenziale, desideri che ci rendono dipendenti dalle cose , anziché realinare davvero una persona . L ' alternativa al desiderio non è affatto la rinuncia al desiderio , così come il desiderio appagato non vuol dire affatto ottenere tutto ».

E comesifaadistinguefre ra un desiderio e l'altro?

« Quando un desiderio apre a uno spazio davvero più bello e più grande di quello di partenza, allora è un desiderio che ci fa crescere, anziché bloccarci dentro una meccanica ripetitiva , che spinge a desiderare sempre qualcos' altro, prigionieri della droga del possesso. L ' uomo , infatti , secondo la visione tantrica è un tutto , fatto di tante parti diverse da mettere in armonia, senza togliere, controllare o staccare da sé niente , ma facendo fluire tutto nel modo giusto . E il vero desiderio essenziale è quello di ritrovare se stessi all 'interno di una globalità di cui avvertiamo di fare parte , al di là delle esigenze dell ' ego isolato ».

Anche il desiderio amoroso va orientato in questo senso?

«Certamente sì . L ' unica forma di amore destinato a non finire in catastrofe si regge sul desiderio di dare all 'altrotutto lo spazio di cui ha bisogno per realizzarsi . Essere in due vuol dire avere davanti chi ci dà la possibilità di capire che non si appartiene solo a se stessi. Fuori da qui , l ' amore diventa una prigione , dentro cui si diventi tutti più piccoli e aggressivi ».

Il corpo , oggi , è oggetto dimolte cure , ma anche molto vilipeso. Come spiegare questacontraddizione?

« Il culto è solo apparente , il che spiega anche la sua esposizione adogni offesa . Anziché palestre per i muscoli , servirebbero palestre per il cuore . Il corpo è uno strumento estatico , come ben sanno i mistici di tutte le tradizioni religiose , da mettere al servizio della meraviglia , quale quella che provano i bambini ,le persone innocenti , di fronte al mondo . La gioia di sentirsi vivi in armonia con tutte le cose : questo è il vero sé . E unavolta raggiunto ,cos' altrosi pu? desiderare? ».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/05/impariamo-desiderare-scoperta-invece-che-nevrosi.html